tracklist
  1. Stonemilker –  6:49 (Björk)
  2. Lionsong – 6:08 (Björk)
  3. History of Touches – 3:00 (Björk)
  4. Black Lake – 10:04 (Björk)
  5. Family –  8:02 (Björk, Arca)
  6. Notget – 6:26 (Björk, Arca)
  7. Atom Dance – (feat. Antony Hegarty) – 8:09 (Björk)
  8. Mouth Mantra –  6:09 (Björk, Oddný Eir Ævarsdóttir)
  9. Quicksand – 3:45 (Björk, John Flynn)
info

released : digital download 20th January 2015 / LP, CD 09th March 2015

label: One Little Indian

formats: CD (digipack & deluxe), LP, special limited edition LP yellow

artwork: Inez + Vinoodh, M/M Paris

singles: Lionsong, Stonemilker, Black Lake, Mauth Mantra, Notget

video: Black Lake, Stonemilker, Lionsong, Family, Notget VR and NO VR, Mouth Mantra

Interview on BBC

Sul finire del tour di Biophilia in Björk era già in atto una vera e propria trasfigurazione. La musicista si esibiva sul palco come una madonna nimbata, ricorrendo ad una delle tante maschere aureolate, creazioni della stilista giapponese Maiko Takeda. Il perché di tutto questo, riconduce, inevitabilmente, allo stato di martirio e beatificazione sentimentale affrontato dall’artista a seguito della sua rottura con il compagno di lunga data Matthew Barney, da cui nel 2002 Björk ha avuto la sua secondogenita Isadora. Vulnicura, la cui uscita digitale ha anticipato di un paio di mesi quella fisica, prevista per il nove marzo 2015, parla di tutto ciò. In forma di diario Björk rivela gli stati d’animo che hanno albergato in  lei negli ultimi due anni creando una ferita (vulnus in latino) e spingendola a trovarne un rimedio (cura). Con lo sguardo di chi non ha più lacrime da versare, appare, così, di fatto, nei nuovi scatti di Inez e Vinoodh. Björk deve affrontare una nuova era che comincia dal fondo di un lago nero (Black Lake, il quarto brano dell’album, è sicuramente il leitmotiv, tema centrale di tutta l’opera) per risalire attraverso le correnti più buie (come non ricollegarsi a Pagan Poetry? Il cui significato, oggi, sembra essere quasi sibillino) ed uscirne, si spera, vincente. Sì, perché la sensazione che se ne ha ascoltando Vulnicura e leggendo le interviste rilasciate, è che il banco di prova sarà il palco. Visibilmente commossa, rivela all’intervista rilasciata in esclusiva per Pitchfork “Non ho idea di come sarà questo tour.  Non c’è una uscita facilitata. Sarebbe bello se ci fosse. L’avrei presa. Sarà molto emozionante. Non escludo che potrei pure piangere e mandare tutto all’aria. In questo momento la mia vita non sta facendo sconti, come diciamo in Islanda. Non c’è un accesso facilitato. Devo affrontare tutto ciò se voglio voltare pagina.

Per meglio comprendere la complessità della gestazione di un album come Vulnicura, è necessario osservare il percorso della musicista da Medulla (2004) in poi. Nell’ultima decade Björk ha prima scarnificato la sua musica con un album a cappella, cambiando, poi, bruscamente rotta con una uscita ibrida quale Volta (2007) per, infine, ristabilire le basi e mappare la sua musica con l’ambizioso Biophilia (2011). Vulnicura deve, dunque, la sua grandiosità alla sensazione di assenza e presenza di qualsiasi coordinata o riferimento, all’amore e ai sentimenti traditi, al privato e all’universale. Al passato e al futuro.

Ringraziamo www.bjork.fr e The Vinyl Facory e le riviste originali da dove è stato possibile trarre le immagini in galleria.

Black Lake Trailer

Black Lake

Notget

Family (moving album cover)

Stonemilker

Notget (No VR)

Lionsong

Mouthmantra

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